Tutele per i lavoratori fragili, interrogazione del senatore Augussori al Ministro del Lavoro Orlando

Roma, 21 aprile: nel pomeriggio di oggi il senatore Augussori, durante il Question Time in Senato, ha interrogato il Ministro del Lavoro Orlando rispetto a quali azioni intenda intraprendere a tutela dei lavoratori fragili.

VIDEO DELL’INTERROGAZIONE

TESTO DELL’INTERROGAZIONE

RESOCONTO STENOGRAFICO DELL’INTERROGAZIONE:

AUGUSSORI (L-SP-PSd’Az): Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, purtroppo anche oggi non è un buongiorno per migliaia dei cosiddetti lavoratori fragili. Questo perché dal 31 marzo, con la giusta e sacrosanta cessazione dello stato di emergenza, sono cessate anche le tutele poste in atto per preservare questa categoria di persone. Sono le tutele previste dall’articolo 26 del decreto-legge n. 18 del marzo 2020, il cosiddetto cura Italia. Esse riguardano i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, immunodepressi o con patologie oncologiche o che svolgono terapia salvavita, nonché quelli in possesso del riconoscimento di disabilità grave. Penso che lei le conosca meglio di noi. Il comma 2-bis ha previsto che essi possano svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile anche attraverso l’adibizione a diversa mansione. Il comma 2 ha previsto che, per coloro per i quali sia impossibile attivare lo smart working, sia consentita l’assenza dal servizio, non computata ai fini del periodo di comporto. Le due disposizioni sono state oggetto di varie proroghe. Da ultimo, il decreto-legge n. 221 dello scorso dicembre ne ha prorogato gli effetti sino al 31 marzo 2022. Queste persone sono state richiamate ora a lavorare in presenza. Anche se è terminato lo stato d’emergenza, il Covid-19, però, non è scomparso e, come ben sa, registriamo ancora più di 50.000 contagi ogni giorno. Esporre queste persone al viaggio su mezzi pubblici e alla compresenza con colleghi ed utenza li mette a serio rischio, anche considerando che parte di loro non è vaccinabile o, se lo è, potrebbe non godere di una piena copertura anticorpale. Lo dicono anche tutti i virologi: tanto più giustamente allentiamo le restrizioni, tanto più dovremmo proteggere i soggetti a rischio, anziani e fragili. Ripristinare le consuete tutele significa anche abbandonare la lista dei superfragili del decreto interministeriale del 4 febbraio, lista che non ha mai avuto un’applicazione concreta ed è bene che questo lei lo precisi, signor Ministro, anche perché alcune pubbliche amministrazioni ne stanno dando erroneamente attuazione. Un altro tema legato alla condizione dei lavoratori fragili attiene all’indennità di malattia erogata dall’INPS solo entro limiti temporali predefiniti. Il diritto a percepire l’indennità deve essere riconosciuto per tutto il periodo di assenza dal servizio; così non è stato e molte persone hanno vissuto senza percepire nulla per mesi. Identica problematica si riscontra anche per i lavoratori che sono stati riconosciuti temporaneamente inidonei. Le chiediamo, quindi, signor Ministro, quali siano le iniziative di sua competenza che intende adottare al fine di prorogare le tutele dei lavoratori fragili fino a quando l’andamento della situazione epidemiologica lo richieda, di consentire loro di percepire l’indennità di malattia per tutto il periodo di assenza dal servizio e di estendere tali tutele anche ai lavoratori inidonei. (Applausi).

PRESIDENTE: Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Orlando, ha facoltà di rispondere all’interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

ORLANDO, ministro del lavoro e delle politiche sociali: Signor Presidente, senatori, com’è noto il Governo è intervenuto più volte nel corso dell’emergenza sanitaria per prorogare le misure di tutela dei lavoratori fragili, nella consapevolezza che occorresse una particolare protezione dei lavoratori più esposti al rischio del contagio. La tutela di questi lavoratori, come altre misure di protezione, è stata ancorata al periodo di durata dell’emergenza sanitaria. Cessato lo stato di emergenza, con il recente decreto-legge n. 24 del 24 marzo 2022, per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia sono state comunque prorogate le procedure semplificate per l’accesso allo smart working per la generalità dei lavoratori fino al 30 giugno e prorogate alla medesima data, per i lavoratori fragili e anche per quelli riconosciuti temporaneamente non idonei al lavoro a causa del Covid, le disposizioni inerenti la sorveglianza sanitaria eccezionale. In ragione dell’andamento ancora incerto della situazione epidemiologica, condivido certamente la necessità che si prosegua nelle azioni di protezione dei soggetti più esposti al rischio della malattia. Per questo il Ministero del lavoro ha sempre sostenuto le misure di proroga degli interventi a tutela dei lavoratori fragili. Nel decreto-legge n. 221 del 2021, convertito con modificazioni dalla legge n. 11 del 18 febbraio 2022, che ha prorogato al 31 marzo scorso le disposizioni di cui all’articolo 26, commi 2 e 2-bis del decreto-legge n. 18 del 2020, abbiamo contribuito alla realizzazione dell’intervento, rendendo disponibili tutte le risorse correnti assegnate allo stato di previsione della spesa del Ministero del lavoro che, per effetto, sono state completamente utilizzate. Abbiamo proposto l’inserimento della proroga al 30 giugno 2022 delle tutele per i lavoratori fragili, ma non è stato possibile adottare in via definitiva tali misure nell’ambito del nuovo provvedimento di urgenza per problemi di copertura finanziaria. In sede di conversione del decreto-legge n. 24 ci siamo impegnati a sostenere, con l’espressione di un parere favorevole, gli emendamenti presentati da tutti i Gruppi parlamentari volti a prorogare le misure di tutela per i lavoratori fragili. Confido che, d’intesa con le altre amministrazioni coinvolte, possa essere individuata una soluzione idonea a soddisfare queste primarie esigenze di tutela e che, in raccordo con il Ministero dell’economia e delle finanze, si possano reperire le risorse adeguate. Per quanto riguarda la richiesta di estendere queste tutele anche ai lavoratori temporaneamente inidonei alla mansione lavorativa per le cause legate all’emergenza epidemiologica, rilevo che, in base al quadro normativo vigente, questi lavoratori possono essere considerati fragili anche ai fini della tutela indennitaria, all’esito di una valutazione di carattere medico. In conclusione vorrei evidenziare che non abbiamo comunque lasciato questi lavoratori sprovvisti di tutela, in quanto nel decreto-legge n. 24 è stata comunque prorogata la misura prevista dall’articolo 83 del decreto-legge n. 34 del 2020 concernente la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio. Naturalmente mi rendo conto che questa misura non è sufficiente e che sarebbe auspicabile avere le risorse necessarie per dare continuità alle tutele che sono già state date in precedenza, ma, come sapete, tra le competenze di questo Ministero non c’è quella di battere moneta, né c’è naturalmente, senza un accordo di tutti i componenti del Governo, la possibilità di produrre un cambio di orientamento.

PRESIDENTE: Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Augussori, per due minuti.

AUGUSSORI (L-SP-PSd’Az): Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto con riserva della risposta del signor Ministro, perché chiaramente ha centrato il problema, ci ha spiegato quali sono le problematiche e ha anche prospettato possibili soluzioni. È chiaro che la sorveglianza sanitaria, come ha riconosciuto, non può essere la soluzione, quantomeno solo per il fatto che non tutti i lavoratori possono essere adibiti a smart working; ci sono quindi categorie che, in caso di necessità, hanno l’esigenza di usufruire dell’assenza dal servizio. Il provvedimento ha un costo, che abbiamo stimato in circa 70 milioni per i tre mesi, ma potrebbe essere anche maggiore. È un problema, ma non può essere il problema. (Applausi). In questi due anni abbiamo trovato risorse per tutti, giustamente e doverosamente, dai ristoratori agli impianti sciistici, abbiamo speso miliardi e voi componenti del Governo lo sapete meglio di noi parlamentari. È assurdo non riuscire a trovare 70 milioni, fossero anche 80, 90 o 100 per le persone più fragili e deboli. La invito, durante la conversione del decreto-legge riaperture che è all’esame della Camera, ad accogliere l’emendamento che ripristina le tutele dell’articolo 26 e non quelle della lista dei superfragili che, come sa, non è non è sufficiente in quanto esclude troppa gente. L’invito che rivolgo a lei e ai suoi colleghi è quello di dimostrare di essere un Paese civile, preoccupandoci per primi dei più deboli. (Applausi).