Decreto Green Pass: intervento del senatore Augussori

Roma, 11 novembre: il senatore Augussori nella prima serata di ieri è intervenuto nell’aula del Senato per la dichiarazione di voto del gruppo Lega sul decreto green pass.

VIDEO DELL’INTERVENTO

RESOCONTO STENOGRAFICO

AUGUSSORI (L-SP-PSd’Az). Signor Presidente, facciamo subito chiarezza: la Lega è per un pieno e convinto sì al piano vaccinale, la cui buona riuscita è, assieme alla ripresa economica, la ragione per cui siamo entrati in questo Governo. La Lega è anche per un pieno e convinto sì al green pass, se inteso come strumento per garantire le aperture e per ridurre la diffusione del contagio – in questo caso – all’interno dei luoghi di lavoro. (Applausi).

Non condividiamo, però, un uso forzato del green pass come strumento per indurre forzatamente alla vaccinazione, introducendo un surrettizio obbligo mascherato. Non è questo il motivo per cui è stato istituito. Ve lo ricordate il green pass europeo? Probabilmente no, perché siete europeisti a targhe alterne, solo quando vi fa comodo. Vaccino e tamponi vanno a braccetto, di pari passo, ed entrambi sono – o dovrebbero essere – strumento per garantire la libera circolazione.

Non c’è bisogno di un’imposizione, anche perché siamo ormai prossimi al 90 per cento di vaccinati; residua un 10 per cento fisiologico, quota che possiamo ritrovare in ogni campagna vaccinale, e ciò accade per varie ragioni: per scelta, per paura, per non conoscenza.

Le prime dosi sono ormai praticamente azzerate e questo 10 per cento lo possiamo ridurre solo informando e convincendo, non mostrando i muscoli. Rendetevi conto che, forzando la situazione, non aumenteranno i vaccinati, ma si otterrà l’effetto contrario.

Io non difendo quelle persone. La mia opinione è che sbaglino, ma le rispetto e cerco di capire le loro ragioni. Ve lo dico da convinto sostenitore del vaccino. Mi sono vaccinato subito, appena aperta la mia fascia di età, e mio figlio minorenne è vaccinato. Vengo dalla provincia di Lodi, quella di Codogno e, quindi, conosco bene la pericolosità del Covid-19: l’ho visto coi miei occhi nei giorni più tremendi. Assieme al collega Simone Bossi, che mi siede vicino, della confinante provincia di Cremona, sono stato il primo senatore a essere chiuso in casa e non su una spiaggia della Puglia o, come voi del PD, non ho preso l’aereo per venire a Milano sui Navigli a fare l’aperitivo o non mi sono fatto fotografare mentre mi ingozzavo di involtini primavera. (Applausi).

Ve lo ripeto: è sbagliato forzare la mano, perché ciò accentuerà la tensione.

In Commissione abbiamo affrontato questo provvedimento con lo scopo di migliorarlo, perché nessun decreto-legge nasce perfetto e tutti raccolgono aggiustamenti lungo il proprio iter di conversione. L’abbiamo fatto sostenendo l’applicazione del green pass dove serve, ma proponendo di limitarne l’applicazione dove non serve a ridurre il contagio, con lo scopo di agevolare il suo uso serio e condiviso, con interventi che mirassero – ad esempio – a ridurre le code davanti alle farmacie e, indirettamente, riducendo i costi per lo Stato. Questo lo dico perché non voglio credere – anche se molti fuori da qui lo pensano – che ciò che vi spinge sia la volontà di ingrassare gli utili di Pfizer e dei produttori di tamponi.

Per venire ad alcuni temi da noi proposti, parlo – ad esempio – dei lavori all’aperto, quelli in solitaria o in remoto. Vi chiedo: se si può stare all’aperto in un ristorante, senza green pass e senza mascherina, perché volete imporre questo obbligo a chi taglia la legna in montagna, a chi fa il guardiano del faro in piena solitudine o a chi lavora da casa collegato alla rete? Qual è il rischio di diffondere il contagio? Nessuno.

Stesso discorso vale per i giovani che fanno sport all’aperto e senza contatto. Che rischi di contagiarsi o contagiare si corrono giocando a tennis, dove la persona più vicina è a venti metri, o facendo sci di fondo nei boschi? E ben sappiamo, in ogni caso, il basso impatto che un’eventuale infezione da Covid-19 ha sui giovani. Essendo minorenni, non possono scegliere in autonomia se vaccinarsi. Quindi, voi state creando conflitti nelle famiglie e, di conseguenza, anche costi per i tamponi. In questo caso, esponete quei ragazzi anche a lunghe code al freddo, davanti alle farmacie, magari attorniati da decine di persone non vaccinate e magari togliendo lo slot nella farmacia a chi ne ha bisogno per andare al lavoro il giorno dopo a guadagnare la pagnotta. Non ha alcun senso! (Applausi).

Sapete cosa otterremo? Avremo giovani che, per questo, smetteranno di fare sport e ciò è male. Abbiamo fatto proposte di buon senso e avete respinto tutto, solo leggendo la firma dell’emendamento e con motivazioni che fanno ridere. Avete dato parere contrario persino a un ordine del giorno che chiedeva di calmierare i prezzi dei tamponi in farmacia, misura che il Governo ha già preso.

Non li avete nemmeno letti! (Applausi). Emendamento Lega? Parere contrario! Volete accanirvi. La vostra filosofia è quella di punire ed isolare. Lo dimostrate continuamente, con una rabbia vendicativa e vessatoria, tipica di chi usa i muscoli e non il cervello. Il vostro motto è guai ai vinti.

Ve lo dice un convinto pro vax: state tirando troppo la corda. Prima o poi si rompe. Invece di unire volete dividere. Discriminate e pare quasi che godiate nel farlo. Per vent’anni vi ho sentito ciarlare del non discriminare le minoranze e ora siete voi i primi a farlo. Siete arrivati a discriminare persino sulla cultura. Chi ha il green pass può prendere in prestito libri gratis in biblioteca; gli altri se li vadano a comprare in libreria, come se il virus poi facesse differenza tra un edificio e l’altro.

Ve lo dico in sincerità. Pensate di essere grandi statisti, ma siete solo dei piccoli despoti. Siete arrivati a negare i fondamenti della medicina. Negate che l’immunità naturale di chi è guarito dal Covid-19 sia più forte e duratura di quella indotta da vaccino. Negate che i milioni di guariti ma non tracciati siano uguali ai guariti ufficiali tracciati da tampone positivo o negativo.

Quando il politico rinuncia al suo ruolo, che è quello di fare scelte di buon senso, come un buon padre di famiglia, ma si comporta invece da matrigna, è l’inizio della fine della democrazia. (Applausi). Quando si abdica e si lasciano le scelte a freddi, grigi e ottusi burocrati ministeriali, che rispondono a chissà quali logiche e non certo a quella di rappresentare il popolo, è l’inizio di un regime. Fermate questo vostro atteggiamento. Fermatevi finché siete in tempo.

Uniche cose positive, perché sono un inguaribile ottimista, è l’approvazione della nostra proposta di considerare valido il tampone fino al termine del turno di lavoro, portandolo di fatto da quarantotto a cinquantasei ore di durata, nonché l’accoglimento del nostro ordine del giorno che impegna il Governo a stabilire i criteri per sancire la fine dell’emergenza e delle misure restrittive.

Se si chiedono sacrifici, bisogna essere trasparenti e dare una chiara prospettiva che definisca quando tutto ciò avrà termine. Se ci sarà questa chiarezza, lo si deve solo alle insistenti battaglie della Lega in Commissione. (Applausi). Per il resto, nulla. Siamo partiti da un decreto-legge mediocre, con falle in più parti, e abbiamo chiuso con una legge di conversione ancor peggiore, sorda e cieca anche davanti all’evidenza.

Veniamo alla dichiarazione di voto. Signor Presidente, se fossimo davanti a un libero voto sul merito del provvedimento, la nostra scelta sarebbe scontata. Di fronte, però, a un voto di fiducia, con l’unico intento di non lasciarvi mano libera e campo libero per fare ulteriori forzature, confermiamo la nostra presenza e fiducia al Governo del presidente Draghi. (Applausi).