Open Arms: autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini, la giornata in Senato

Roma, 31 luglio: nella giornata di ieri l’aula del Senato ha autorizzato il processo a Matteo Salvini per il caso Open Arms. A commento di ciò nulla e meglio, per spiegare quanto accaduto ieri a Palazzo Madama, si ascoltare e rileggere gli interventi sia di Matteo Salvini che di Giulia Bongiorno.

INTERVENTO DI MATTEO SALVINI

INTERVENTO DI GIULIA BONGIORNO

________________________________

RESOCONTO STENOGRAFICO DELL’INTERVENTO DI MATTEO SALVINI

SALVINI (L-SP-PSd’Az). Signor Presidente, innanzitutto rivolgo un pensiero alle nostre Forze dell’ordine, che, anche in questi minuti, stanno lottando per difendere i confini. Si sono infatti arruolati per difendere i confini e non per fare da tassisti a ragazzotti con cappellini, telefonini e barboncini. Ringrazio la Guardia costiera per quello che fa.

Spero di riuscire ad avere dieci minuti di attenzione. Tanto si è già capito che il voto è politico. Proviamo tuttavia a entrare nel merito. Ringrazio il Governo per la sua abbondante presenza. (Applausi). Non era dovuta, ma, se la forma è sostanza, ringrazio i banchi vuoti del Governo, che dimostrano il rispetto per quest’Aula. Noto l’abbondante presenza dei senatori a vita e mi riconfermo nell’idea che questa sia una figura ampiamente superata nelle nostre istituzioni. (Applausi). Noto il fatto che non sia intervenuto nessuno del MoVimento 5 Stelle, e ciò evidentemente sottolinea l’imbarazzo.

Ma devo dire che preferisco il bel tacer del MoVimento 5 Stelle alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia. (Applausi). Lo dico con tutto il rispetto per Ugo Tognazzi e «Amici miei», che sono più seri di qualche senatore presente in questa Assemblea.

PRESIDENTE. La terminologia «supercazzola», forse, è meglio tenerla da parte. Ci sono dei sinonimi più appropriati a questa Aula.

SALVINI (L-SP-PSd’Az). Va bene, aggiungiamo un altro processo: uno più, uno meno. È triste vedere il senatore Renzi passare dall’avere come modello De Gasperi a comportarsi come uno Scilipoti qualunque, ma ognuno sceglie il destino che lo aspetta. (Applausi).

Entriamo nel merito. Sostengo l’iniziativa annunciata pochi minuti fa dal sindaco di Treviso, Mario Conte, che chiederà i danni al Governo italiano perché 129 immigrati presenti nella caserma di Treviso sono risultati positivi al Covid e Treviso è il primo focolaio in Italia. Invece di prorogare stati di emergenza in carenza di emergenza, provvedete a evitare di far sbarcare gente che poi porta il contagio in giro per l’Italia. Se riparte il contagio, saremo noi a denunciare qualcuno che ha permesso che l’Italia corresse questo rischio. Inseguono gli italiani con le mascherine e poi fanno sbarcare centinaia di persone potenzialmente infette sulle spiagge danneggiando il nostro turismo.

Secondo l’articolo 52 della Costituzione, la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. (Applausi). Di tutta questa vicenda l’unica cosa di cui mi rammarico sarà il fatto di dover spiegare stasera e domani mattina ai miei due figli che papà andrà a processo non perché è un delinquente, ma perché ha fatto semplicemente il suo dovere da Ministro e da cittadino di questa Repubblica. Delle critiche politiche mi frega men che zero; di dover dare risposta ai miei due figli, invece, mi interessa un po’ di più. E voi avete la responsabilità di questa spiegazione. So che per voi conterà poco, ma è l’unico peso che realmente mi porto dietro.

Ho sentito tante cose prive di fondamento. Se dovessi riassumere per una bimba di terza elementare quanto successo, è agli atti. Mancato presidente Grasso, è agli atti, c’è scritto. (Applausi). Si tratta di una nave pirata che il 1° agosto raccoglie degli immigrati in acque libiche e il 2 agosto raccoglie immigrati in acque maltesi. È una nave che ha diritto ad avere a bordo 19 immigrati e che arriverà ad averne più di 150. Se c’è qualcuno che ha commesso un crimine e ha messo a rischio la vita delle persone, è il comandante di quella nave pirata e non un Ministro che ha difeso il suo Paese. Il 1° agosto è in Libia e il 2 agosto a Malta. Poi entriamo su «Scherzi a parte». La nave chiede un porto sicuro a Malta e alla Spagna. Una nave spagnola in acque maltesi non chiede un porto sicuro alla Finlandia, al Venezuela o all’Italia. Una nave spagnola chiede un porto sicuro alla Spagna e, siccome è in acque maltesi, a Malta. Malta e Spagna dicono: no, grazie; ci vediamo la prossima volta. Il 4 agosto Malta dice: da noi no. Il 9 agosto il comandante della nave pirata raccoglie altri 39 immigrati in acque maltesi, mettendo a rischio altre 39 persone. Malta dice: almeno questi 39 li faccio sbarcare a Malta. Lui, però, dice di no e si rifiuta. Il 12 e il 14 agosto il comandante della nave scrive all’ambasciata spagnola a Malta. La nave spagnola scrive all’ambasciatore spagnolo a Malta. L’Italia non c’entra un fico secco.

Sempre il 14 agosto, reitera la richiesta di sbarco a Malta. Malta dice: no, grazie. Dal 1° al 14 agosto, la nave vaga per il Mediterraneo. Noi, che siamo brutti e cattivi, siccome il mare inizia ad agitarsi, a fronte del mare mosso e di un comandante criminale a bordo di una nave pirata, diciamo di entrare nelle nostre acque territoriali fino a che la tempesta non passa, vietando con la capitaneria di porto, che dipendeva da un altro Ministro, espressamente l’ingresso nel porto. E contestualmente facciamo scendere migranti in condizioni mediche precarie.

Il 17 agosto facciamo scendere ventisette presunti minorenni, nove dei quali poi si dimostreranno tutt’altro che minorenni. Quindi il “sequestro” è abbondantemente in corso e il Presidente del Consiglio evidentemente è assolutamente complice di questo eventuale reato, che non esiste.

Il 18 agosto arriviamo veramente al surreale: dopo diciotto giorni la Spagna si sveglia e mette a disposizione un porto spagnolo. Il comandante della nave pirata ci pensa un po’ e dice che è troppo lontano. Il 19 agosto la Spagna offre un porto più vicino, alle Baleari: bello, accogliente, località di villeggiatura. Il comandante ci pensa un po’ e dice no anche alle Baleari. Il 20 agosto, in pieno “sequestro”, la Spagna manda una nave per accogliere gli immigrati in Italia e portarli in Spagna: no anche a questo.

Il 19 agosto, in pieno sequestro teorico in corso, l’ex ministro Toninelli, attualmente senatore, rilascia un’intervista a «la Repubblica»: «I migranti li portiamo in Spagna con la Guardia costiera». No anche a questo.

Era evidente il fatto che si trattava non di un naufragio, ma di una voluta invasione di campo e di una voluta violazione della legge. (Applausi). Ma lo capisce anche un bambino di sei anni. (Applausi). Dico questo con la massima tranquillità: se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee e a difendere le sue idee fino in fondo, o non valgono niente le sue idee o non vale niente lui. E io andrò fino in fondo, senza chiedere aiutini a nessuno. (Applausi).

I numeri di Frontex dicono che, dopo il nostro pericoloso Governo, l’unico Paese in cui si sono moltiplicati gli sbarchi quest’anno è l’Italia: sbarchi dimezzati in Grecia, sbarchi dimezzati a Malta, sbarchi dimezzati in Spagna, sbarchi triplicati in Italia. Quindi, qualcuno dovrà pagare e non dico giudiziariamente, perché la differenza di cultura tra un liberaldemocratico e qualcuno che guarda a sinistra è che noi alle idee contrapponiamo altre idee (Applausi), e non i tribunali o i processi politici. Ripeto: alle idee contrapponiamo altre idee. (Applausi). Io ho combattuto e combatterò le politiche sbagliate di Monti, della Fornero, di Renzi e della Azzolina, ma non li porterò mai davanti a un tribunale. L’unico tribunale è quello del popolo (Applausi), del voto dei cittadini, degli elettori. In democrazia dovrebbe funzionare così. (Applausi).

Mi avvio alla conclusione. Faccio presente che, fra i poveri naufraghi sbarcati quest’anno, le due nazionalità preponderanti sono quella tunisina, con più di 5.000 arrivi, e quella bengalese, con 2.000 arrivi. O è successo qualcosa di cui solo il premier Conte è al corrente e riguarda eventi bellici in Tunisia e in Bangladesh (Applausi), oppure si tratta semplicemente di una migrazione economica che, in un momento di crisi che entra in milioni di case di cittadini italiani, mi convince ancor più che prima sia un dovere aiutare i cittadini italiani e poi occuparsi del resto del mondo. (Applausi). Prima ho non il diritto, ma il dovere di trovare una casa, un lavoro e un posto in ospedale ai miei concittadini, che mi pagano lo stipendio.

Potrei andare avanti a lungo. In ogni caso, io stasera torno a casa a testa alta, con un processo, ma a testa alta. (Applausi).

Lo so, perché alcuni di voi me lo dicono nei corridoi, me lo dicono alla buvette, me lo scrivono col messaggino: «Matteo, hai ragione, ma l’indicazione del partito è questa». A me i messaggini o le chiacchiere da corridoio interessano men che zero. A me la giustizia alla Palamara interessa men che zero. (Applausi). Io guardo i fatti.

Io vado tranquillo in quei tribunali: ho già il primo appuntamento il 3 ottobre a Catania, mentre l’altro sarà a Palermo e sarà per me una gioia andare nella splendida terra di Sicilia per rimarcare il mio diritto e dovere a difendere la bellezza della nostra terra.

Sono sicuro che la stragrande parte della magistratura sia composta da persone sane, oneste e libere, che non passano il tempo a cena con dei parlamentari della sinistra per spartirsi i posti nel Consiglio superiore della magistratura o in qualche procura. Questo lo lasciamo fare a voi. (Applausi).

Ricordando che, non un sovranista, ma Einaudi diceva che, quando la politica entra nella giustizia, la giustizia esce dalla finestra, questo Paese, senza una profonda e sana riforma della giustizia, con una separazione delle carriere, con processi in tempi brevi e con la responsabilità per chi sbaglia sulla pelle dei cittadini, non sarà mai libero, moderno ed europeo. (Applausi).

Vi ringrazio per la vostra scelta, che va al di là della realtà, delle date, dei fatti e delle evidenze, perché mi dà ancora più forza, più energia e più voglia di ribadire il diritto-dovere di amare il nostro Paese. Se qualcuno pensa o pensava – ho sentito anche gli interventi di questa mattina – di mettere paura a me, al centrodestra e al mio movimento con l’ennesimo processo politico, vi dico che avete proprio sbagliato persone e partito: mi date, semmai, più forza e più convinzione nel difendere le nostre idee (Applausi). E ogni riferimento al processo politico contro la Lombardia e i lombardi, ignorando quello che è accaduto a Roma e nel Lazio, è puramente voluto. Da una parte, si indaga su una donazione e, dall’altra, si fa finta di niente su 14 milioni di euro pubblici pagati per mascherine mai arrivate, ma il tempo è galantuomo. (Applausi).

Io vi posso dire, e concludo ben sapendo quale sarà il verdetto di quest’Aula, che ci ritroveremo fra sei mesi, un anno, dieci anni. Oggi si manda a processo Salvini, un processo politico: mi sembra assolutamente evidente. Domani – ve lo dico prima – siccome la ruota gira, quando toccherà a qualcuno di voi – perché toccherà a qualcuno di voi – la Lega starà dalla parte delle garanzie e della libertà del Parlamento e dei cittadini. (Applausi). Non vi manderemo in un’aula di tribunale: saranno i cittadini a giudicarvi, e non i giudici. Capiterà a qualcuno di voi e la Lega starà dalla parte della libertà e delle garanzie, e non con le chiacchiere, ma con i fatti, col voto, a testa alta, con la schiena dritta. (Applausi).

Ringraziandovi quindi per quello che è evidentemente un processo politico, ringrazio anche i milioni di italiani – la maggioranza silenziosa, operosa e laboriosa – che chiedono un’immigrazione utile, limitata, positiva, controllata e qualificata. Il mio orgoglio da Ministro, sequestratore per qualcuno, è che, grazie al controllo dell’immigrazione clandestina, abbiamo più che dimezzato i morti nel mar Mediterraneo. (Applausi). I tifosi dei porti aperti hanno le mani sporche di sangue e hanno trasformato il Mediterraneo in una fossa comune.

Quindi io vi posso dire, con serenità, gioia e tranquillità, ricordando un grande italiano a cui non sarei degno neanche di allacciare le scarpe, che «chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola». Sono orgoglioso di rappresentare, con tutti i miei e i nostri difetti, l’Italia che ha portato arte, bellezza e cultura nel mondo, che non ha paura e vuole che vengano difesi la sua storia, i suoi confini, il suo onore e la sua dignità.

Viva l’Italia. Viva la libertà. Viva la democrazia! (Applausi).

Grazie a tutti coloro che mi manderanno a processo, perché mi fanno un gran regalo. In quel tribunale, a differenza di tanti, ci vado a testa alta e con la schiena dritta. (Vivissimi, prolungati applausi. Moltissime congratulazioni. Brusio diffuso e persistente. Reiterate proteste. Commenti della senatrice Biti).

________________________________

RESOCONTO STENOGRAFICO DELL’INTERVENTO DI GIULIA BONGIORNO

BONGIORNO (L-SP-PSd’Az). Signor Presidente, senatrici e senatori, iniziamo con una domanda: come mai ci sono state queste tre domande di autorizzazione a procedere su fatti palesemente collegiali, e in tutte e tre le domande si chiede solo di processare Salvini? (Applausi).

Nel caso Diciotti – non so se qualcuno lo ricorda – il Premier e alcuni dei Ministri competenti decisero addirittura di presentare delle memorie per dire di aver partecipato collegialmente ai fatti e di sentirsi di sposare l’operato di Salvini, come a dire: «Fate processare anche noi».

Negli altri due casi non ci sono state analoghe memorie, ma ci sono ampie dichiarazioni pubbliche, che ho richiamato anche nel precedente intervento. Eppure, nulla. Non ho una risposta tecnica, da penalista, perché il concorso nel reato c’è ogniqualvolta più persone condividono, a prescindere dal ruolo che ciascuno ha.

Mi pongo allora un’altra domanda. Poco fa Salvini diceva: «Lo so, qui ormai avete deciso di votare contro di me». Chiedo allora quale sarebbe stato l’esito del voto oggi, se la domanda di autorizzazione a procedere, oltre che Salvini, avesse incluso anche Conte e gli altri Ministri competenti. (Applausi).

Sentite bene queste parole: alcuni le hanno ricordate, poi vedremo che senso hanno. «Mi dispiace dover dire che non vedo veramente dove Salvini stia sbagliando: illegittimamente si cerca di entrare in Italia e il Ministro dell’interno interviene perché questo non avvenga e non capisco cosa c’entri la procura di Agrigento. Sbaglio?». Sono le parole di Paolo Auriemma, procuratore capo di Viterbo e attenzione alle parole, perché le abbiamo lette, ma vanno comprese. «No, hai ragione, ma ora bisogna attaccarlo»: queste sono invece le parole di Luca Palamara, potentissimo e influentissimo componente del Consiglio superiore della magistratura, capace di condizionare le carriere dei suoi colleghi, ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati.

Palamara pronuncia dunque queste parole e ogni parola ha un senso. Prima dice: «Hai ragione», quindi io Palamara reputo che è vero che Salvini interviene affinché non ci siano ingressi illegittimi, è vero che sta facendo il suo dovere (e forse è anche vero: cosa c’entra la procura di Agrigento?), ma ora dobbiamo attaccarlo ed è il «dobbiamo» che mi impressiona enormemente. (Applausi). «Noi»: viene usato il plurale, ma «noi» chi? Parlava con un magistrato, ergo «noi magistrati» non è che «possiamo attaccarlo», ma «dobbiamo attaccarlo», anche se sta dalla parte della ragione.

Qualcuno ha voluto un po’ derubricare queste parole, dicendo che forse, alla fin fine, erano delle chiacchiere tra amici, tra privati. Allora, io ho cercato di esaminare le intercettazioni – e vi dico di più, ne voglio vedere ancora di più – e ne ho trovata un’altra che forse fa capire se erano o meno chiacchiere tra privati o se c’era qualcosa in più.

«Indovina chi è il presidente del tribunale dei Ministri di Palermo? Io!»: cioè, questa guerra dichiarata a Salvini era talmente nota, quantomeno tra i magistrati, da indurre chiunque si trovasse ad avere un fascicolo in mano riguardante Salvini a scrivere immediatamente a Palamara. «Lo sai chi se ne occupa? Io!». È stranissima una cosa del genere. E sapete cosa risponde Palamara, sempre sobrio, discreto, che tutela le istituzioni? Risponde: «Grande». Grande, e poi conclude, dopo la chiacchierata: «Io sono sempre con te. Un abbraccio forte». Considerate che quasi tutte le chat di Palamara si concludono con un abbraccio: qui forse era una figura particolarmente importante e in quel momento l’abbraccio è «forte». (Applausi).

Quando sono venuti alla luce questi messaggi, per due o tre giorni tutti si sono scandalizzati sui giornali e poi si è detto: tutto sommato c’è un processo a Perugia, vedremo cosa succederà. Il processo di Perugia, per chiarezza, verificherà se gli eventuali reati a carico di Palamara sussistono.

Ma io mi pongo un altro problema: se quelle non erano chiacchiere private (perché non mi sembrano chiacchiere private, visto che tutti sapevano qual era l’obiettivo di Palamara), questo invito di Palamara è rimasto soltanto in quella chat o, per caso, ha avuto conseguenze? Vediamo un po’ di date? Lo sapete di che data è quel messaggio? Agosto 2018. Matteo, a partire da quando iniziano le varie domande di autorizzazione a procedere nei tuoi confronti? Agosto 2018. Da allora, abbiamo che qualsiasi tipo di ritardo o di diniego allo sbarco illegittimo si trasforma in sequestro: Diciotti, sequestro; Gregoretti, sequestro; Open Arms, sequestro.

Si dirà: forse è perché, alla fin fine, Salvini comincia a operare in quel momento, quindi effettivamente è da quel momento che si configura un reato. La risposta è: mi dispiace, ma non è così, perché le stesse identiche condotte, ritardo o diniego, si verificano anche successivamente, senza conseguenze penali: ottobre 2019, secondo Governo Conte. Il secondo Governo Conte è caratterizzato da porti spalancati, ma non sempre. L’Ocean Viking viene bloccata in mare per undici giorni perché si era in attesa del voto per le elezioni regionali in Umbria. (Applausi).

Notate che il tempo che è stato considerato penalmente rilevante per Salvini va dal 14 al 20 agosto; in questo caso invece si tratta di undici giorni. Gennaio 2020, secondo Governo Conte, sempre l’Ocean Viking, vicino Taranto, con 403 migranti a bordo, di cui 149 bambini, attende quattro giorni prima di avere l’ok: nessuna conseguenza.

Ciò che mi chiedo è questo: esiste, per caso, nel codice penale italiano una scriminante che preveda che, se il sequestro è per fini elettorali, è lecito? (Prolungati applausi). Altrimenti non si spiega la differenza: uno era un presunto sequestro per tutelare la Patria e l’altro era un sequestro per fini elettorali.

Ma, attenzione, io noto due pesi e due misure anche su un altro fronte: sapete chi è Creus? È un personaggio importante, a volte fa anche interviste con Baricco e altri. È il comandante di Open Arms. Sappiate che Creus è il comandante sia del viaggio Open Arms oggetto di questa domanda di autorizzazione a procedere, sia di altri viaggi fatti da Open Arms in passato. Cosa succede a Creus? Nel marzo 2018 era per caso ministro Salvini? No. Ebbene, Open Arms, con il comandante Creus, fa il solito giochino di chiedere con insistenza di arrivare in Italia; sbarca in Italia e scatta un processo a suo carico per reati gravissimi. C’è stata una bella richiesta di rinvio a giudizio per Marc Reig Creus. Sapete per cosa è imputato? Violenza privata, perché anziché dirigersi verso Malta, punto di sbarco più vicino, e richiedere alle autorità maltesi l’indicazione di un porto, così come previsto dalle convenzioni internazionali e come indicato dallo Stato di bandiera, si dirigeva verso le coste italiane, costringendo le autorità italiane a concedere l’approdo. Creus è un violento: violenza privata. Il secondo capo di imputazione è favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (tra l’altro, è ai sensi del terzo comma dell’articolo 12 del decreto legislativo n. 286 del 1998, quindi è considerato tra gli organizzatori di questo favoreggiamento).

Quindi, a marzo 2018, Creus è un delinquente. Cosa succede al Creus delinquente? Delinquente secondo quella richiesta di rinvio a giudizio, Creus è a bordo della Open Arms nell’agosto 2019, e Salvini vi ha già ricordato che Creus, per quattro volte, rifiuta la possibilità di far sbarcare i migranti. Vediamo quali sono queste occasioni. Intanto, in data 4 agosto, c’erano condizioni meteo straordinariamente brillanti: Malta invita immediatamente Creus a rivolgersi alla Spagna, raggiungibile in 2-3 giorni, quindi, Creus, partendo in data 4 agosto, avrebbe potuto raggiungere la Spagna il 7-8 agosto. La bella risposta di Creus è: non se ne parla!

Il 10 agosto Malta, a questo punto, decide di autorizzare lo sbarco di alcuni migranti, quindi Creus, che vuole salvare i migranti, riceve il benestare da Malta allo sbarco di parte dei migranti e sapete cosa risponde? Che non vuole fare ingiustizie a bordo. C’è una lettera in cui dice che la cosa avrebbe creato problemi perché a bordo aveva più razze e se avesse fatto scendere una razza, l’altra ci sarebbe rimasta male. Scusa, ma chi ha preso tutte queste razze? Così, non fa scendere i migranti.

Il 18 agosto, primo benestare spagnolo e la risposta di Creus è la seguente: troppo lontano arrivare fino allo Stretto di Gibilterra. A questo punto, giustamente, Toninelli si fa carico di dirgli che lo avremmo aiutato noi. Signori, lo dico per chiarezza: Toninelli non compare nella domanda di autorizzazione a procedere. Giusto per evitare equivoci.

C’è una dichiarazione pubblica, una dichiarazione che troverete ovunque, in cui Toninelli dice: a me non sembra in buona fede Creus. Dice allo stesso Creus: vi accompagniamo noi, con le nostre navi. E Creus risponde a Toninelli: no, grazie.

Il 19 agosto, per eliminare ulteriori alibi, si indica un porto ancora più vicino, Gibilterra. Creus rifiuta per la quarta volta. Allora, la mia domanda è: se c’è una situazione di pericolo, e tu hai la possibilità, per quattro volte di uscire dalla situazione di pericolo e dici di no, tu, sei uno che se la va a cercare o no? (Applausi).

Ciò che è stupefacente è che Creus – cattivissimo quando c’è Minniti, buonissimo mentre c’è Salvini – in questo caso non ha imputazioni.

Sapete chi ha l’imputazione di rifiuto? Matteo Salvini. Perché, oltre al sequestro, ti segnalo, Matteo, che ti hanno dato anche il rifiuto di atti d’ufficio. Quello rifiutava, ma il reato lo davano a lui, che è il re Mida del reato: dove tocca, è reato.

Quindi, Salvini si prende un’imputazione per sequestro di persona. A tale riguardo voglio fare una domanda: se mi trovassi in una stanza chiusa, e in questa stanza ci fossero cinque porte, quattro delle quali aperte e una chiusa, blindata, e io, anziché dirigermi serenamente verso le quattro porte aperte, cercassi di forzare quella chiusa, sarei vittima di un sequestro oppure sarei una pazza scatenata che cerca in tutti i modi di forzare una porta? (Applausi).

Colleghi, io sono straconvinta che ci sono situazioni diverse e che non bisogna mai fare di tutta l’erba un fascio, ma è anche vero che, tra alcune di queste navi, mi sembra che si stiano iniziando a fare un po’ di capricci: lì non vado, lì neanche, neanche lì; quindi, devono spiegarci perché non vanno.

In conclusione, Presidente, credo che quando si parla di interesse pubblico, forse si deve anche tener conto del fatto che c’è un interesse pubblico anche ad evitare che soggetti che hanno accuse pesantissime, come quella di favoreggiamento, entrino in Italia. Ve lo siete posti questo problema?

Vorrei dire un’altra cosa. Voi che adesso vi accingete a votare per mandare a processo Salvini, siete a favore di Creus. Vorrei segnalarvi un fatto che forse vi è sfuggito. Sapete cosa è successo il 5 febbraio 2020? A Ragusa è iniziato il processo a carico di Creus. Chi oggi vota contro Salvini dice che Creus è perbene. Bene, chi sostiene questo Esecutivo sappia che il Governo si è costituito parte civile contro Creus il 5 febbraio scorso. (Applausi). Sapete chi si è costituito parte civile?

PRESIDENTE. Senatrice Bongiorno, la invito a concludere.

BONGIORNO (L-SP-PSd’Az). Si sono costituiti parte civile contro Creus la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministro dell’interno.

Il giudizio sulla politica dell’immigrazione del ministro Salvini verrà definitivamente sottratto alla valutazione della storia e dell’elettorato e lo affiderete alla magistratura. Secondo me, un giorno capirete che state facendo fare dei passi indietro al Parlamento. (Applausi). Oggi chi vota per mandare a processo Salvini fa esattamente quello che chiedeva Palamara: attacca Salvini pur sapendo che ha fatto il suo dovere. Siete dei parlamentari, non inginocchiatevi a Palamara! (Applausi. Congratulazioni).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *