MES: l’ex avvocato del popolo svende l’Italia

Roma, 3 dicembre: ieri, durante l’informativa in Senato del Presidente Conte sul Mes, è intervenuto il senatore e segretario della Lega Matteo Salvini. Cos’è il Mes? 124 miliardi per aiutare le banche tedesche in difficoltà prelevando dai conti degli italiani. È un fondo salva Stati? No: è un fondo salva banche dedicato alle banche di paesi NON in difficoltà. Se fosse l’Italia ad averne un giorno bisogno? Tagli, austerity e cappello in mano, esattamente come fatto negli scorsi anni con la Grecia. Conte, l’ex avvocato del popolo e novello pinocchio, esautorando il Parlamento, definendo il Mes inemendabile, gioca con la pelle degli italiani. Intanto però gli operai dell’Ilva e i dipendenti di Alitalia aspettano. Il tutto per salvare qualche poltrona. Vergogna!

VIDEO DELL’INTERVENTO DI MATTEO SALVINI IN SENATO

 

TESTO INTERVENTO DI MATTEO SALVINI:

SALVINI (L-SP-PSd’Az). Signor Presidente, parlo a lei e a chi ci segue da casa. Non intendo rispondere agli insulti. Come ho detto ai giornalisti, noi rispondiamo col lavoro. (Commenti ironici dai Gruppi PD e M5S.Commenti del senatore Romeo). Gli italiani, da un Presidente del Consiglio, si aspettano risposte e soluzioni, non insulti. Mi spiace per lei, però, presidente Conte, perché vive male; perché chi vive di rabbia, rancore, minacce e insulti, vive male. Passa una grama vita. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az. Ne è passato di tempo da agosto e l’unica cosa che non è cambiata è il suo atteggiamento. Intanto, però, hanno provato sulla loro pelle gli operai dell’Ilva e i dipendenti di Alitalia che cosa significhi avere a che fare con qualcuno che predica bene, ma razzola molto male. Mi rivolgo agli amici del Movimento 5 Stelle. Io ho seguito l’intervento del vostro vice Capogruppo alla Camera: il Trattato va rinegoziato. Solo alla fine si può votare in Parlamento. Abbiamo delle riserve sulla riforma. Sono necessarie delle modifiche. Dobbiamo essere ascoltati. Purtroppo, c’è una concreta ipotesi di ristrutturazione del debito pubblico. Abbiamo riserve anche sull’Unione bancaria. Ogni parlamentare deve poter intervenire su questo Trattato. Perfetto. Allora, lì c’è qualcuno che mente. Sui banchi del Governo c’è qualcuno che mente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az.) Io condivido le vostre richieste. Io condivido le richieste espresse alla Camera dal Gruppo del Movimento 5 Stelle. Vogliamo capire. Vogliamo modificare. Lo stesso Luigi Di Maio ha detto: non accettiamo nulla al buio. Allora, delle due l’una, presidente Conte: o non capisce o capisce fin troppo bene. Quando oggi pomeriggio è uscita l’Ansa, in cui l’Eurogruppo dice: il MES è approvato; cosa fatta capo ha; prima si vota meglio è; quando il ministro Gualtieri, in Commissione, dice: non è emendabile; è così; o mangi sta minestra o salti questa finestra, allora tra quei banchi c’è qualcuno che mente. Decidete voi se sta mentendo il presidente Conte o se sta mentendo il ministro Gualtieri. Io spero che voi non siate complici di questa menzogna che ricadrà sulla testa e sui risparmi dei cittadini italiani. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az.) Qui qualcuno non la racconta giusta. A occhio, sono quelli che non ti guardano in faccia che non la raccontano giusta. Sono quelli che vanno dagli operai a spiegare che non hanno soluzioni. Sono quelli che smentiscono quello che dice il Governatore di Bankitalia. Ricordo a chi c’è a casa che qui ho sentito parlare di nazionalismi, di sovranismi, di populismi. Questo Trattato comporta rischi enormi. Rischi enormi. Il presidente dell’ABI, Patuelli, ha detto: noi non siamo stati coinvolti e, se andrete avanti così, non compriamo più i titoli di debito pubblico. Guardate voi chi sta mettendo a rischio i risparmi degli italiani. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). È seduto lì chi sta mettendo a rischio i risparmi degli italiani. È seduto lì! Ma la polemica politica lascia il tempo che trova. Qui sono in ballo le fatiche, i sacrifici e i risparmi di milioni di italiani. Basta leggere. A me spiace che la senatrice Bonino abbia detto che ci sono anche giornalisti complici, ottusi imbecilli, squilibrati e sovranisti. Qui ci sono, quindi, dei senatori matti, dei giornalisti matti, degli economisti matti, dei docenti universitari matti. Forse, gli unici matti sono quelli che stanno distruggendo il sogno che i Padri fondatori dell’Unione europea volevano lasciare a noi e ai nostri figli. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). Voi state riducendo all’Europa un centro commerciale, dove guadagna chi già ha e perde chi non ha. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az.). Ristrutturazione del dibattito pubblico significa, semplicemente, come scritto su «Milano Finanza» (a meno che non sia anch’esso un organo della sovversione, del populismo e del sovranismo internazionale), che viene taciuto il rischio di un intervento nottetempo sui conti correnti degli italiani. Io ricordo a chi ci guarda (non a chi è lì e fa finta di non capire, ma a chi è a casa) che dei 202 miliardi prestati ai greci per salvare i greci, ai cittadini greci, ai lavoratori greci, agli studenti greci e agli ammalati della Grecia è rimasto il 5 per cento di quei soldi, mentre gli altri sono andati alle banche francesi e tedesche. Ripeto: francesi e tedesche. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd’Az e FdI). E così finirebbe in questa maniera. Uguale. Questo è il MES: 124 miliardi di euro dei cittadini italiani per aiutare le banche in difficoltà, che, stando a tutti gli analisti, stanno non in Italia, ma in Germania. (Applausi dal Gruppo L-SPPSd’Az). Noi porteremmo via i risparmi degli italiani per andare a salvare le banche tedesche. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd’Az e FdI). Mi chiedo se gli amici del MoVimento 5 Stelle sono d’accordo su questo, come chiesto dal vice premier Di Maio. Presidente del Consiglio, piccolissima parentesi: fossi in lei mi preoccuperei, perché mentre lei parlava – mi spiace per gli studenti di Fermo se sono sopravvissuti – mancavano 60 parlamentari della sua maggioranza. (Applausi dal Gruppo L-SPPSd’Az). Neanche i suoi senatori sono venuti qui ad ascoltarla. Guardi là, non guardi qua. Guardi là la fiducia che hanno in lei. Eccola là. Guarda che roba e ditemi se è normale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az. Sabato e domenica, se lei non si offende, se non vuole denunciarci tutti, saremo in 1.000 piazze italiane a spiegare agli italiani cosa è il MES. Saremo nelle piazze a raccogliere le firme degli italiani per fermare un Trattato che svende il futuro dei nostri figli per salvare la poltrona di qualcuno. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). Lei sta barattando la poltrona di qualcuno con il futuro dei nostri figli e non glielo permetteremo. Useremo quello che la democrazia ci permette di fare. Il dottor Salerno Aletta ha scritto su «Milano Finanza». Io invito i colleghi – almeno quelli della Lega – a non chiamarlo più fondo salva Stati. Non è un fondo salva Stati, ma un fondo taglia Stati e, semmai, un fondo salva banche. Si usano i soldi dei Paesi in difficoltà per aiutare le banche dei Paesi che non sono in difficoltà. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). E se un giorno noi avremo bisogno di essere aiutati, dovremo chiedere il permesso e tagliare, tagliare e tagliare. Signor Conte, non le permetteremo di riportare la tassa patrimoniale a spese dei cittadini italiani. Questo no! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). Questo c’è scritto, non so se lei ci è o ci fa, ma questo c’è scritto. Da avvocato del popolo mi aspettavo l’attenzione per quello che il popolo dice e pensa. Però il tempo è galantuomo, le bugie hanno le gambe molto, ma molto corte.). Capisco che difendere l’indifendibile è pesante, non vorrei mai essere nei vostri panni. Ripeto, non vorrei mai essere nei vostri panni, perché un giorno l’Italia vi chiederà conto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). Ricordo che quando la direttiva sulle banche, sul bail in venne votata, ci fu entusiasmo dal PD. Adesso la direttiva sulle banche non ha né padri, né madri perché ha rovinato centinaia di migliaia di risparmiatori italiani. La riforma di questo trattato sarebbe ben peggiore della direttiva sulle banche. Noi però ci ricorderemo, in caso qualcuno firmasse, i papà e le mamme di questa riforma. Presidente Conte, lei è qua oggi perché la Lega si è mossa, altrimenti il suo compitino l’avrebbe tenuto chiuso in un cassetto di Palazzo Chigi e avremmo letto sui giornali che era andato a firmare il Trattato a Bruxelles. Torni in Aula. Chiedo agli amici del MoVimento 5 Stelle di portare un documento di maggioranza in quest’Aula. Se avete cambiato idea rispetto a giugno, in democrazia si accetta tutto, ma ditelo agli italiani. Presidente Conte, con estrema tranquillità e serenità le lasciamo la sua arroganza. Ci teniamo stretta la nostra umiltà (Ilarità dal Gruppo PD e del senatore Lanzi). Borbottate pure, pare che in Umbria il giudizio su di lei lo abbiano dato e aspettiamo quello dei cittadini della Calabria, dell’Emilia Romagna, della Liguria, del Veneto, della Toscana, della Puglia, della Campania e presto anche di 60 milioni di italiani. L’Italia è un grande Paese, è sopravvissuta a tanti problemi e sopravvivrà anche a lei, signor Conte, non si preoccupi. Visto che rispetto allo scorso agosto la vedo molto più nervoso e preoccupato e la capisco, concludo con Confucio dicendo che l’uomo superiore – e non sono sicuramente io – è calmo senza essere arrogante; l’uomo da poco è arrogante senza essere calmo. Viva l’Italia, viva la libertà, viva la democrazia. L’aspettiamo in una delle mille piazze sabato e domenica. Aperta parentesi: si vergogni! (Vivi e prolungati applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az. i cui senatori si levano in piedi. Molte congratulazioni).

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