Maturandi privatisti, Augussori (Lega): discriminati dal ministro Azzolina

Roma, 27 maggio: nel tardo pomeriggio di oggi il senatore lodigiano Luigi Augussori è intervenuto in Senato a sostegno dei maturandi privatisti, discriminati dal ministro Azzolina.

VIDEO DELL’INTERVENTO

Resoconto stenografico dell’intervento:

AUGUSSORI (L-SP-PSd’Az). Signor Presidente, colleghi, Sottosegretario, unico rappresentante del Governo presente, intervengo su una questione che appare più marginale e sicuramente lo è rispetto alle tematiche che hanno avuto un’attenzione mediatica, come quelle degli insegnanti precari o quella delle scuole paritarie, ma che mi sta particolarmente a cuore e su cui vi invito a prestare attenzione. È il tema dell’esame di maturità degli studenti privatisti: stiamo parlando di una platea di circa 17.000 persone, che sono considerate dal Governo come maturandi di serie B, ma sono prima di tutto persone con gli stessi doveri e diritti degli altri, ma i cui diritti sono stati palesemente violati e calpestati. (Applausi).

Non sono sindacalizzati, non fanno lobbying, non hanno voce e sono quindi inascoltati e abbandonati a loro stessi. È un mondo poco conosciuto e spesso guardato di traverso, pensando che si tratti di cercatori di scorciatoie. Niente di più errato; la maggioranza di essi si trova di fronte ad un’opzione obbligata a fronte di situazioni e di scelte di vita. Parliamo di studenti lavoratori in gran parte, ma le casistiche sono varie e vanno a toccare anche la problematica delle vittime del fenomeno del bullismo.

Ci sono vite, storie dietro questi percorsi. C’è Francesca, che lavora all’ospedale di Verbania (fa la OSS nel reparto Covid) e che vuole diplomarsi per iscriversi a scienze infermieristiche. C’è Tommaso, che gioca a rugby nella nazionale giovanile, che per la sua carriera sportiva vive una città dove non c’è la scuola che ha frequentato negli anni precedenti. Ce ne sono tanti come loro, che chiedono di essere trattati come gli altri maturandi, seguendo le stesse modalità e gli stessi tempi. E, invece, il Governo li ha discriminati prevedendo, con questo decreto-legge, prove in presenza quando agli interni si prospettavano esami a distanza.

Abbiamo protestato a gran voce per chiedere l’equiparazione che, poi, per fortuna, nei fatti è arrivata, ma solo perché è mutato il percorso degli interni.

Che dire, poi, dei tempi? Lasciati nell’incertezza totale per settimane perché il decreto-legge parlava di prove da tenersi a fine emergenza; parlava di sessione straordinaria da definire, non chiarendo nemmeno se a settembre o oltre. Adesso abbiamo una data certa per i test preliminari almeno, quella del 10 luglio. La disparità tra interni ed esterni è così sancita ufficialmente dal Governo. La discriminazione ha forza di legge; ma questo fatto – già gravissimo in sé – apre a un altro problema. Per l’esame di maturità si dovrà aspettare metà settembre, ma c’è chi ha bisogno subito di quel diploma perché magari ha un lavoro che lo aspetta e che ora potrebbe sfuggirgli, o chi – e sono i più – vuole affrontare il percorso universitario senza rischiare di perdere un intero anno. (Applausi).

Abbiamo proposto che ci fosse l’impegno del Governo a far svolgere gli esami entro fine luglio, o, al più tardi, i primi di agosto, e invece la soluzione della maggioranza è la classica toppa peggio del buco: viene concesso di fare i test di ammissione ed iscriversi all’università prima di fare la maturità, così avremo studenti che, mentre lavorano, dovranno prepararsi, magari, per gli uni, per il 10 settembre, e per l’altra, per il 20 settembre: una vera follia. Non c’è nemmeno certezza che le date non coincidono; potrebbero essere coincidenti. Come si dice in queste occasioni, cornuti e mazziati.

State calpestando i sogni di migliaia di giovani, quelli che già verranno ricordati e bollati come la «generazione Covid» e che ora, con estrema difficoltà e disagio, tenteranno di prendere un diploma, nonostante tutti gli ostacoli che gli state ponendo.

Concludo, Presidente, chiedendomi il perché siamo arrivati a questo punto.

La colpa a mio avviso è tutta imputabile ai ritardi nelle decisioni del ministro Azzolina. I suoi continui tentennamenti e cambi opinione ci hanno portato sin qui, a fare delle scelte con le spalle al muro e senza margini di manovra. Abbiamo un Ministro inadeguato che fa solo danni. (Applausi).

Fra i tanti disastri, anche questo danno fatto ai privatisti le resterà sulla coscienza, sempre ammesso che ne abbia una. (Applausi).

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