Manifestazione di Roma

Roma, 10 dicembre: la manifestazione dell’ scorso sabato 8 dicembre è stata un grande successo. Purtroppo non ha potuto essere la grande festa che tutto avrebbero voluto fosse poiché la vicenda della notte prima della discoteca in provincia di Ancora ha lasciato tutti sconvolti e con il lutto nel cuore. A dimostrazione della vicinanza della piazza leghista alle famiglie coinvolte da questa assurda tragedia è stato osservato un minuto di silenzio e Matteo Salvini, intervenendo dal palco, ha promesso che chi ha sbagliato e chi per avidità ha avuto colpe, pagherà. Per le famiglie coinvolte sarà una magra consolazione ma è giusto che giustizia venga fatta. La manifestazione nel suo complesso è stata comunque un momento di aggregazione per l’intero mondo leghista, radunato in diverse decine di migliaia, in piazza del Popolo. Gli interventi sul palco hanno visto succedersi tutti i Ministri ed esponenti del governo del nostro partito: Giulia Bongiorno, Giancarlo Bussetti, Erika Stefani, Gianmarco Centinaio, Lorenzo Fontana, Giancarlo Giorgetti ed infine il segretario Matteo Salvini. Le parole dei Ministri sono state un modo per fare il punto su quanto ad oggi fatto, per competenza, dai vari Ministeri, ma anche una serie di concrete riflessioni su ciò che sarà fatto nei prossimi mesi. Dall’analisi delle richieste di autonomia differenziata alla tutela della famiglia, dalla reintroduzione dell’educazione civica a scuola alla lotta concreta contro la violenza sulle donne, dallo stop al business dell’immigrazione clandestina alla lotta alla mafia, dal rispetto per le diversità locali e tradizioni  alle iniziative tese a sviluppare l’Africa, dalla lotta ai furbetti del cartellino al confronto con le aziende sulle riforme da applicare per il mondo del lavoro. Una graduale rivoluzione del buonsenso che vuole riportare i cittadini italiani e gli immigrati regolari al centro dell’azione politica, con un occhio alle prossime elezioni europee, il passo fondamentale per cambiare un’Europa che per troppi anni ha trattato l’Italia come un campo profughi a cui prelevare soldi per il bilancio comunitario, rendendole meno del versato. Questa manifestazione, fatta con il lutto nel cuore, segna il proseguire della grande marcia verso un nuovo sistema europeo, fatto di stati che decidono collegialmente e senza l’egemonia dei più forti economicamente. L’obiettivo è ambizioso: superare il potere delle lobby finanziarie e riportare i cittadini al centro dell’azione politica, gradualmente e con la consapevolezza di non essere perfetti, sapendo di poter sbagliare. Il segretario Matteo Salvini, citando De Gasperi, ha affermato che un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni. Noi vogliamo che le prossime generazioni non vivano in un paese schiavo di un’Europa sorda e ceca mossa da interessi diversi dal bene comune. Avanti tutta!

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