Intervento in aula nella discussione sul Decreto Salvini

Roma, 5 novembre: il senatore Luigi Augussori è oggi intervenuto in aula al Senato durante la discussione relativa al Decreto Salvini. Nell’intervento il senatore ha trattato alcuni temi specifici che il Decreto va a toccare: l’introduzione del reato di occupazione abusiva, l’estensione del daspo urbano, l’introduzione del reato di accattonaggio molesto, l’inasprimento delle pene per i parcheggiatori abusivi e la reintroduzione di pene severe per i blocchi stradali. Di seguito il resoconto completo dell’intervento.

“Grazie Presidente, Rappresentanti del Governo, onorevoli senatrici e senatori, il provvedimento che ci accingiamo ad approvare è la risposta fattiva e concreta alla domanda di maggior sicurezza che i nostri cittadini ed elettori hanno posto a gran voce in tutte le recenti tornate elettorali, politiche ed amministrative, e che va a colmare le lacune legislative lasciate da una politica che ha risposto in maniera blanda o che, ancor peggio, in alcune situazioni non ha dato cenno di aver compreso la gravità delle singole questioni. Il testo in esame vede, come è noto, nei suoi pilastri portanti: una migliore regolamentazione della gestione del fenomeno migratorio, una maggiore attenzione alle esigenze di risorse e dotazioni delle nostre forze di polizia, statali e locali, e infine una più incisiva concretezza alle azioni di contrasto al fenomeno mafioso. Il decreto tratta però anche altre tematiche, sulle quali mi soffermerò nel corso del mio intervento, che seppur di portata mediatica ridotta vanno ad incidere sul vissuto quotidiano dei nostri concittadini. Soprusi ed ingiustizie che ledono la libertà individuale e dai quali era molto difficile essere tutelati. Mi riferisco, ad esempio, al reato di occupazione abusiva che viene spesso perpetrato nell’edilizia popolare a discapito di chi, dopo anni di graduatorie, avrebbe il sacrosanto diritto alla casa. E che dire delle innumerevoli volte, come riportano le cronache, in cui i nostri anziani, di ritorno magari da un ricovero ospedaliero, si sono ritrovati la casa occupata? Con gli articoli 30 e 31, anche grazie al lavoro emendativo svolto in commissione, andremo a colpire più duramente gli esecutori e gli organizzatori di queste azioni e porremo inoltre fine a quel obbrobrio giuridico, che vedeva la magistratura assegnare gli arresti domiciliari proprio nell’immobile occupato. Passiamo poi all’articolo 21, che mi sta particolarmente a cuore stante il mio passato di amministratore locale, con il quale si estende l’ambito di applicazione del DASPO urbano anche per fatti compiuti nei presidi sanitari e nelle aree adibite a fiere, mercati e pubblici spettacoli. Anche in questo caso inseriamo sanzioni più pesanti nei confronti dei contravventori e strumenti più incisivi nelle mani dei sindaci e dei questori. Con l’emendamento 21.0.7, approvato dalla commissione, andremo finalmente ad introdurre il reato di accattonaggio molesto. Una piaga incivile che affligge le strade delle nostre città e le nostre stazioni. Chi vive come me nella bassa Lombardia, ad esempio, conosce bene quale “terra di nessuno” sia diventata la stazione di Milano Rogoredo, ricettacolo di ogni tipo di tossicodipendente dedito ad ogni losco traffico e ad insolentire pesantemente tutti i viaggiatori. E chi di voi, sempre in una grande stazione, ha mai provato ad acquistare un biglietto della metropolitana? Ci si deve letteralmente difendere dall’assalto di orde di questuanti rom. Non è questa la prima impressione e l’immagine che vogliamo dare ai turisti che giungono nel nostro paese.  con il nostro voto puniremo in maniera esemplare gli organizzatori e gli esecutori di queste azioni. Con l’emendamento 21.0.10, approvato dalla commissione, andremo poi ad inasprire le pene previste per quello che è un vero e proprio racket: quello dei parcheggiatori abusivi. In certe città è strutturato e quasi istituzionalizzato, in altre viene messo in atto in modo più subdolo con artifizi come la finta vendita ambulante e si esercita con la sottile minaccia psicologica di possibili danni all’auto lasciata incustodita alla loro mercè. Di questa illecita attività sono particolari vittime le categorie più indifese, quali donne ed anziani. L’articolo 23, e mi accingo a concludere, ripristina l’illecito penale con pene sino a sei anni per chi attua blocchi stradali, fattispecie prevista ora solo per il blocco ferroviario. Si vuole così evitare che questa pericolosa pratica, messa in atto spesso durante le proteste di immigrati o dei ben noti centri sociali, possa costituire disagio per i cittadini che appunto per strada ordinaria o ferrata, lavorano o si recano sul luogo di lavoro, contribuendo al prodotto interno e che non possono, per il capriccio di pochi, vedere negato quel diritto e dovere, sancito dalla Costituzione, chiamato “Lavoro”.  Agli stranieri colpevoli di tale reato verrà inoltre negata la concessione del visto di ingresso in Italia. Mi si consenta infine un breve excursus sull’emendamento 14.7 da noi proposto ed approvato dalla prima commissione, che riprende il disegno di legge n°718 da me presentato in data 26 luglio in merito alle modalità di acquisizione della cittadinanza. Si propone di concedere la cittadinanza italiana solo a coloro che abbiano un’appurata conoscenza della lingua italiana, da attestare mediante titolo di studio o specifiche certificazioni ufficiali. Si tratta di una verifica oggettiva, che ha lo scopo di dare la cittadinanza solo a chi sia in grado di capire e parlare in maniera adeguata la lingua e, di conseguenza, comprendere e conoscere la cultura e le leggi del paese di cui il richiedente cittadinanza aspira ad essere parte, e che può così dimostrare la sua vera volontà d’integrazione. Come abbiamo visto, e concludo, questo decreto ha molti obiettivi, ascrivibili però ad uno solo: i cittadini ci chiedono sicurezza e regole, noi abbiamo il dovere di dargliele. Giunga pertanto il mio plauso e quello dei colleghi del gruppo Lega al ministro Salvini e ai suoi collaboratori, che sono riusciti in quest’intento, mantenendo così una delle più importanti promesse fatte agli elettori. Grazie.”

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