Caso regolamento scolastico: il mio pensiero

Lodi, 22 ottobre: in queste righe vi riassumo il mio pensiero rispetto alla recente vicenda che ha riportato la nostra città all’attenzione nazionale, dopo solo poco più di due anni dalla ben più grave circostanza che tutti ricordano. Del regolamento per l’accesso agevolato ai servizi comunali, in vigore a Lodi da più di un anno, si è detto tanto, ma non tutto. Spesso e volentieri si è omesso di dire che tale regolamento non è, né più né meno, che l’applicazione del DPR 394/1999, a tutt’oggi in vigore, il quale impone ai cittadini extracomunitari di produrre documentazione del paese d’origine al posto dell’autocertificazione. Il citato DPR è stato emanato dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, controfirmato dall’allora Presidente del Consiglio Massimo D’Alema e dai ministri Diliberto, Turco, Bersani e Bindi: tutta l’intellighenzia della sinistra di allora. Ancor più spesso e volentieri si è omesso di dire che a tale atto normativo fanno esplicitamente riferimento i regolamenti di altri comuni. A Melegnano, dove amministra un sindaco del PD, e a San Giuliano, per citare due città vicine a Lodi e di dimensioni paragonabili, è in vigore una regolamentazione pressoché identica alla nostra. Non mi pare che in queste città si registrino particolari problemi, impossibilità nel reperire i documenti richiesti o continue manifestazioni di piazza.Tale documentazione, inoltre, è la stessa che viene richiesta dai tribunali qualora lo straniero voglia accedere al patrocinio gratuito. Dove sta la verità allora? Se è vero che altri comuni non applicano la legge, non può essere fatta una colpa al Comune di Lodi per aver voluto farla rispettare, sancendo proprio quei principi di equità tra tutti i cittadini che lo spirito originario della legge voleva salvaguardare. Quando poi la protesta sfocia in beceri insulti ed attacchi personali al Sindaco ed agli altri amministratori o, ancor peggio, strumentalizza i bambini facendo venir meno il loro diritto primario ad essere tutelati, allora è lecito pensare che tutto ciò avvenga per mero calcolo ed interesse politico da parte di chi ha visto recentemente sfilate dalle proprie mani le redini del centro di potere. Penso sia inoltre utile, in questa occasione, ribadire alcuni concetti che sono stati travisati dal turbinio mediatico nazionale e che, invece, dovrebbero essere chiari e limpidi: è falso affermare che il Comune abbia negato il servizio mensa a qualcuno, perché accedervi o meno è una scelta delle famiglie e la tariffa è la stessa per italiani, comunitari ed extracomunitari; le agevolazioni sono accessibili a tutti coloro che dichiarino uno stato di difficoltà economica, esercitando questo diritto nelle modalità che la legge citata in premessa consente. Le autocertificazioni dei cittadini comunitari possono essere verificate dai soggetti preposti, mentre quelle dei cittadini extracomunitari non possono esserlo: questa è la disparità che si intende sanare. Altro discorso è l’esigere che vengano effettuati opportuni e severi controlli anche sulle prime, cosa che condivido e sottoscrivo, perché i “furbetti” esistono a tutte le latitudini e sono presenti tra i cittadini di qualsiasi nazionalità e colore della pelle. È inoltre falso affermare che il Comune stia attuando una sorta di apartheid imponendo ai bambini extracomunitari di mangiare il pranzo in stanze separate. Se ciò avviene è perché altre istituzioni pubbliche impongono norme igieniche qualora si scelga di consumare a scuola cibi portati dall’esterno. Per concludere, giova ricordare che il Comune di Lodi nel deliberare il regolamento non si sia limitato ad applicare la legge tale e quale, ma abbia previsto l’esenzione dell’applicazione per gli aventi lo status di rifugiato e per chi proviene da paesi in cui è oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni indicate. Sin dalla fase iniziale è stato stilato un elenco che prevede i paesi in cui sono presenti gravi contrasti sociopolitici (Siria, Yemen, ecc.)  e che verrà costantemente aggiornato con i paesi in stato di guerra. Adottando le linee guida richieste dal consiglio comunale, la Giunta ha inoltre stabilito che siano esentati dal presentare la documentazione anche tutti coloro per i quali la propria autorità diplomatica attesti l’impossibilità di poter produrre, nel paese di riferimento, la documentazione richiesta. Per gli eventuali casi residuali vi potrà essere infine una valutazione, in favore dell’interessato, svolta dagli uffici amministrativi e priva quindi di ogni discrezionalità politica. Se tutto quanto ho qui esposto viene visto con occhio privo da quello spirito di acrimonia e voglia di rivalsa verso l’avversario politico, cosa evidente in chi fomenta la contestazione, sono convinto che le accuse di apartheid e razzismo non possano che apparire prive di ogni fondamento.

 

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