Augussori attacca PD e 5Stelle sul riordino dei Ministeri: “Franza o Spagna, purchè se magna”

Roma, 7 novembre: nella mattinata di ieri il senatore Luigi Augussori è intervenuto in aula sul Decreto di Riordino dei Ministeri, ed ha duramente attaccato PD e 5Stelle (VIDEO).  Il PD ha un obiettivo: distruggere il buon lavoro fatto dalla Lega al governo, ed i 5Stelle si rimangiano quotidianamente e ipocritamente quello che avevano fino a pochi mesi fa sostenuto.

Ecco l’intero intervento del senatore Augussori:

AUGUSSORI (L-SP-PSd’Az). Signor Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, signori rappresentanti del Governo, il decreto-legge in esame, che purtroppo ci apprestiamo a convertire in legge, è il classico esempio della peggior forma di attività legislativa che può capitare di vedere in quest’Aula. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). Si pongono in atto scelte che hanno la loro ragione solo in vantaggi partitici e spartitori, per trarne benefici ed evidenze di parte, a completo discapito di un reale e serio esame delle esigenze e dei contenuti, il tutto sotto la copertura di quel mantello che l’articolo 77 della Costituzione permetterebbe di utilizzare solo in caso di straordinaria necessità e urgenza. Mi riferisco, soprattutto, all’immotivata scelta di riportare il turismo all’interno del Ministero per i beni culturali. Che tale azione sia immotivata non lo dice chi vi parla o il Gruppo di opposizione della Lega, ma il Governo stesso, quando non spende una sola parola della relazione per giustificare la scelta. Si deve fare perché qualcuno lo vuole: la prepotenza e l’arroganza del Partito Democratico, che ben conosciamo, vengono messe nero su bianco. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az).

Si badi bene che non vi basterà rispondere che è solo il ripristino di simili e inverse scelte fatte dal Governo precedente, perché in quel caso le motivazioni c’erano eccome, ben supportate dai primi e convincenti risultati dell’azione del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo.

Viene ora liquidata la scelta strategica di legare il turismo all’agricoltura, avviata da poco più di un anno, che derivava dalla consapevolezza che è possibile promuovere e valorizzare il turismo italiano, non solo attraverso l’indubbio patrimonio artistico, ma anche attraverso i prodotti delle attività primarie e quelle eccellenze del made in Italy che costituiscono un patrimonio unico, al pari delle destinazioni turistiche del nostro Paese.

Progetti pianificati, risorse stanziate, un piano pluriennale da portare avanti, progetti sul turismo lento e valorizzazione del settore dell’enoagroturismo, valorizzazione del made in Italy di qualità, lo sviluppo di contenuti per attività di promozione turistica, la formazione turistica nelle scuole. La paura è che assisteremo ad un arresto di quanto si era avviato.

Ora si ricomincerà da capo: presumibilmente saranno necessari alcuni mesi per far ripartire la macchina, con evidente e inutile spreco di tempo per un settore così importante come quello del turismo. Se poi vi sarà, come ogni giorno si vocifera sempre più, una caduta di questo Governo o addirittura un termine anticipato della legislatura, tutto resterà nel limbo e ci sarà uno stallo totale delle politiche sul turismo per tutto il 2020. L’Italia non se lo può permettere, non sul turismo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az).

Piuttosto che prendere atto dei risultati raggiunti, grazie all’accostamento di due settori indubbiamente trainanti per l’economia italiana, si è demagogicamente scelto di tornare al passato, deludendo le aspettative di un progetto in cui la valorizzazione della produzione agroalimentare, attraverso il legame con il territorio e la connessa attività turistica, si trasformava in un importante volano di sviluppo, competitività e innovazione.

Se la scellerata scelta di oggi si spiega con la sete di rivalsa del Partito Democratico, come possono i colleghi senatori del MoVimento 5 Stelle fare un testa-coda simile, votando l’esatto opposto di quello che hanno votato poco più di un anno fa?

Sono certo che ci stupiranno anche questa volta con l’ennesimo harakiri. Nota a margine: oltre a quelle trasferite, vengono create tre nuove posizioni dirigenziali presso il Mibac.

Veniamo ora all’altra faccia della medaglia del decreto-legge in esame, o per meglio dire alla contropartita, alla merce di scambio. Per un settore, quello del turismo, che con l’articolo 1 viene dato a Franceschini, all’articolo 2 se ne sposta un altro: il commercio estero passa a Di Maio. Nel merito potremmo trovare anche degli aspetti positivi e condivisibili, visto che di questa ipotesi si parla da tantissimi anni. In passato fu un Governo di centrodestra ad avviare un gruppo di lavoro che arrivò alla stesura dei provvedimenti attuativi; azione bloccata poi in dirittura d’arrivo, come ben sapete, da resistenze non certo politiche. Proprio per questo mi chiedo dove sia il carattere di urgenza che giustifica l’uso del decreto-legge e dove sia la straordinaria necessità; necessità che oltretutto era stata negata qualche mese fa, quando tale ipotesi di spostamento era stata avanzata dal Ministero degli affari esteri guidato da Moavero Milanesi, ma stroncata e rispedita al mittente dall’allora ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio. È un omonimo o è lo stesso Luigi Di Maio che invece ora, con una tutt’altro che disinteressata giravolta, la caldeggia e pretende? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). Anche in questo caso propongo una nota a margine: oltre a quelle trasferite, vengono create quattro nuove posizioni dirigenziali al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

L’articolo 3 è quantomeno incongruo con il resto del provvedimento, perché non ha alcun nesso col riordino dei Ministeri e riteniamo avrebbe dovuto essere trattato con un provvedimento autonomo. Restiamo quantomeno perplessi, al pari di molte sigle sindacali audite in Commissione, in merito alle modalità della rimodulazione, che sposta 28 milioni di euro destinati al riordino delle carriere delle Forze di polizia dal periodo 2019-2022 al periodo 2023-2024. Positiva è la copertura di 4,5 milioni di euro per gli straordinari delle Forze armate connessi all’operazione Strade sicure del 2019, ma avremmo voluto vedere lo stesso impegno per quelli delle Forze di polizia, che quest’anno ammontano a circa 74 milioni di euro.

Venendo alla sostanza, alla “ciccia” come si dice dalle mie parti: l’emendamento del Governo che stanzia 60 milioni per il riordino delle carriere delle Forze di polizia è un trucco. Non si tratta di nuovi fondi al settore, ma solo di spostamenti tra capitoli di spesa: con una mano si dà e con l’altra si toglie. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). Vi elenco le voci, in modo che sia tutto chiaro: 8,5 milioni di euro vengono tolti dalla prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali (poi si parla di lotta all’evasione); 8,5 milioni di euro sono tolti dal contrasto al crimine, tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az); 16 milioni tolti dall’approntamento e impiego dei Carabinieri per la difesa e la sicurezza (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az); 1,5 milioni sono tolti dall’utilizzo della Guardia di finanza per pubblica sicurezza; 1 milione viene tolto alla pianificazione e coordinamento delle Forze di polizia; 3 milioni tolti all’amministrazione penitenziaria; 9 e 12 milioni vengono tolti rispettivamente ai Ministeri dell’interno e della difesa per affari generali; per finire, 1 milione è tolto alla sicurezza e al controllo nei mari, nei porti e sulle coste (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). In pratica, si tratta di una grande operazione di facciata, che ricorda tanto i fantomatici carri armati del duce, spostati di qua e di là per gabbare l’allocco di turno. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az).

Questo state facendo, ma non potrete fregare i nostri poliziotti, carabinieri e finanzieri. Darete sì una media di 10-15 euro in più ad ogni operatore, ma per fargli fare cosa? Se togliete le risorse per la sicurezza, per le auto, per le divise, potranno solo stare in ufficio a girarsi i pollici. È così che intendete gestire la sicurezza di questo Paese? I nostri agenti chiedono il giusto compenso, ma per fare il loro lavoro. State insultando la loro dignità! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az).

Un altro aspetto oscuro del decreto-legge in discussione concerne la Struttura tecnica per il controllo interno del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, prevista dall’articolo 4. Tale struttura non sarà indipendente, quindi nasce già svilita di tutto il suo potenziale. La sua brevissima durata (poco più di un anno) permetterà di effettuare ispezioni, di poche ore, in solo il 20 per cento delle strutture periferiche, come voi stessi dichiarate.

Ma che senso ha? Solo per dare qualche incarico ai soliti amici degli amici? Chiedo. Nota a margine: l’assegnazione del personale viene effettuata in deroga a ogni norma esistente e vengono create due nuove posizioni e presi 12 consulenti esterni.

Nell’avviarmi a conclusione, faccio un ultimo appunto sulla nuova organizzazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che non è assolutamente chiara. Il testo del provvedimento parla di un numero massimo di due dipartimenti. Nella relazione si legge, invece, che i dipartimenti sono già individuati in numero di due, di cui uno dedicato alle attività di risanamento ambientale ed economia circolare e l’altro ai processi di miglioramento della qualità dell’aria e di crescita sostenibile. Vi siete dimenticati di molti temi fondamentali. È evidente che c’è ambiguità tra testo e relazione. Come al solito, poche idee ma ben confuse. Non vi smentite. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az).

Qual è, quindi, il senso del decreto-legge in esame? Che il PD, con il turismo, voglia fare un dispetto alla Lega lo possiamo capire. Ma per il MoVimento 5 Stelle? Con l’alibi del riordino, lo scopo per voi è forse creare nuove caselle di posti da dirigente nei Ministeri? Vi state forse trasformando, voi senatori, in navigator per creare posti di lavoro per i percettori di reddito di cittadinanza? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az).

Segnalo anche che – come se non bastasse quanto previsto dal testo iniziale – la maggioranza ha proposto emendamenti per assumere altri 30 dirigenti del MIBAC per 3,5 milioni di euro; nuovi fondi per altri contratti a tempo determinato del MIBAC per 500.000 euro; altre 150 assunzioni al MIBAC per 5,5 milioni di euro; 5 milioni alla società ALES SpA per fare quello che, nonostante tutte queste assunzioni, il MIBAC non riuscirà a fare; altri cinque esperti al MIT per 150.000 euro; al MEF 3 nuovi dirigenti generali e 16 dirigenti non generali per 3,1 milioni di euro; 25 nuove figure alla Corte dei conti per 3,5 milioni di euro. E poi ci venite a dire che, nella manovra economica, prevedete il taglio dei costi dei Ministeri? Alla faccia! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az).

La faccia che vogliamo vedere sarà la vostra, cari colleghi del MoVimento 5 Stelle. Con che faccia oggi premerete il bottone per votare lo spostamento del turismo, che è l’esatto opposto di quello che avete votato il 31 luglio 2018? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). Vi si addice perfettamente il famoso detto: «O Franza o Spagna, purché se magna».(Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az. Congratulazioni).

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